lunedì 27 luglio 2009

Novità cinema spagnolo: Los ojos de Ariana


La critica.

Grazie a Los ojos de Ariana scopriamo che il cinema può presentare altri supereroi che non siano solo i personaggi dei fumetti, che si sono convertiti in un filone di successo ad Hollywood. Parliamo dei lavoratori di Afghan Films che, rischiando letteralmente la vita per mano dei talebani, nascosero e salvarono il patrimonio cinematografico del loro paese. E se una carellata è una questione morale, come disse una volta un personaggio che sapeva molto di cinema, un solo millimetro di celluloide non solo può andare contro la barbarie che gli integristi che cercarono di schiavizzare Afghanistan, ma anche può portare allegria alla gente che è dovuta scappare dalla sua terra. Succedeva ne I dimenticati (Preston Sturges, 1941), si ripeteva in Gli acchiappafilm (Michel Gondry, 2008) e lo certifichiamo in una scena di questo documentario di Ricardo Macián in cui un film semplice su degli animali si converte in un evento in uno sperduto villaggio afgano. Strutturato a partire da interviste e costanti viaggi avanti e indietro nel tempo, il film riserva una sorpresa alla fine, come se non fosse un documentario ma, piuttosto, un mystery: lo scoprimento di un terribile documento cinematografico davanti al quale chiunque allontanerebbe lo sguardo... però non lo fa perché quella sarebbe la reazione che piacerebbe ai talebani: non guardare.

La Sinossi

Afghanistan, i talibani al potere. Nove lavoratori dell'Istituto del Cinema Afgano mettono a rischio la propria vita nascondendo parte dell'archivio audiovisivo del loro paese, evitando così che sia distrutto dagli integristi.
Los ojos de Ariana racconta le loro peripezie. Quando venni a conoscenza di questa storia, racconta il regista Ricardo Macián, mi sorprese che in un paese devastato dopo 23 anni di guerra ancora esistesse della gente capace di mettere in rischio la propria vita per una cosa così. Sicuramente era una storia che si doveva raccontare.

Scheda tecnica
Regia: Ricardo Macián Arcas
Paese: Spagna
Anno: 2007.
Premiere spagnola: 24-07-2009
Durata: 92 min.

Genere: Documentario

Montaggio: Javier López

Fotografia: Jesús Sorní

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