Suoni d'Alessandria
Per la prima volta Amenábar non si è preso cura direttamente della colonna sonora di uno dei suoi film, in questo caso composta da Dario Marianelli, oscar per Espiazione(Joe Wright, 2007).
Desideravo che mi facessero delle proposte per musiche alle quali io sarei potuto arrivare, e Dario, che è giovane, appassionato e con molta personalità, era perfetto.
Della musica diegetica si è occupato Lucio Godoy.
The end
Agora offre un finale brutale, senza concessioni. Questo perché il film è la storia di una perdita, di un gran passo indietro nella civiltà. Carl Sagan affermava che se la Biblioteca d'Alessandria non fosse stata distrutta e con essa tre quarti di tutte le opere che conservava, forse oggi avremmo già colonizzato Marte. In un certo senso si trattò di una perdita strettamente relazionata con il progresso astronomico ed il progresso scientifico in generale.
Effetti digitali
Ci rendemmo conto che con gli effetti digitali si ottengono piani spettacolari pero molto pittorici, poco reali – spiega il regista – Ed io volevo il contrario: tornare al cinema degli anni '50 e '60 dove si costruivano grandi set e poi, eventualmente, estenderli digitalmente. Però che ci fosse una base reale la più grande possibile, per vedere gli attori passeggiare per le strade, o per la Biblioteca. Ed anche se ciò riduceva le dimensioni, in cambio si otteneva molto realismo. Mai abbiamo utilizzato gli effetti digitali per abbellire, semmai per dare espressività, che era la parola che sempre usavamo io e Xavi (Xavi Giménez, il direttore della fotografia).
Torre di Babele
Le riprese, come l'Alessandria che ritratta, fu anche un cruogiuolo di culture: I responsabili della squadra di scenografia erano inglesi e maltesi; di costumi, italiani; gli attori, inglesi e medio orientali, il gruppo di fotografia, catalani. Persino Rachel finì per parlare qualcosa di catalano! Girarla in copto sarebbe stato esagerare, però feci mia la convenzione, come in La lista di Schindler (Steven Spielberg, 1993), dove i polacchi parlano inglese e i tedeschi in tedesco, per cui la gente della Biblioteca parla inglese con accento britannico e che il popolo fosse più simile al Medio Oriente attuale. Girando mi sentì come un professore diviso tra due classi: quella degli inglesi, sempre attenti e disciplinati, e i medio orientali, i rivoltosi.
Omaggio
Amenábar confessa qual'è stata la sua grande intenzione girando Agora: Volevo che fosse un omaggio a coloro che osservano il cielo e incontra risposte perché refuta altri conoscimenti, perché il dubbio è la sua filosofia.
Viaggiare, girare
Dopo l'esperienza di Agora, Amenábar già ha girato con bambini, con star, con migliaia di comparse, con cammelli... che gli manca da provare? Se un giorno terminerò generi con cui sperimentare, dovrò fare il cammino all'indietro. Però quando incomincio un film, che normalmente capita quando sono in vacanza come un atto di diversione, cerco un luogo. Adesso sono andato ad Alessandria d'Egitto in pieno secolo IV, e questo comporta affrontare un determinato genere cinematografico. Non lo penso in termini di produzione, ma in termini di dove sarà il prossimo viaggio.











